• Giovanni Melappioni

Condottiero, avventuriero e aspirante re. La storia di Owen Llawgoch.

Aggiornato il: giu 18

La storia che sto per narrarvi inizia alla corte di Francia, all'incirca nel 1350. Un giovane cavaliere dai capelli rosso fuoco ha appena chiesto e ottenuto udienza presso re Filippo VI. Il ragazzo è accecato dall'odio per gli Inglesi, divampa il suo ardore davanti al re che accetta di buon grado la sua spada. Un nemico del proprio nemico è sempre un amico, recita un antico adagio. Inoltre il ragazzo non è solo ma ha un seguito ben armato e fedele. Non sembrerebbe molto diverso dai numerosi comandanti mercenari che si presentano in Francia per combattere, se non fosse che il giovane afferma di essere l'unico erede ancora in vita di Llywelyn ap Gruffud, l'ultimo sovrano gallese sconfitto da Edoardo I.


"Sono Owen ap Thomas ap Rhodri Lawgoch, discendente ed erede dell'ultimo re del mio paese." Pare abbia detto, gonfiando il petto.


In effetti Rhodri, nonno di Owen, era un fratello di Llywelyn, anche se aveva poco onorevolmente scelto la via del compromesso con la corona d'Inghilterra e in cambio di una buona tenuta al confine non aveva preso parte alla guerra che aveva di fatto reso vassallo il suo paese. Il figlio, Thomas, allo stesso modo non rivendicò mai il proprio legame con la casa reale del Gwynned. Nonno e padre di Owen si trovavano a proprio agio nei panni dei placidi signorotti di campagna nelle loro terre nel Surrey e nel Cheshire. Owen decisamente no. Addestrato alla guerra, come era comunque prassi se non si avevano contatti con le alte cerchie ecclesiastiche per sistemare i propri pargoli, parte per l'avventura. Prima tappa, come abbiamo visto, la corte di Francia.

Non è chiaro perché, con il padre ancora in vita e in rapporti più che amichevoli con la corona d'Inghilterra, Owen abbia deciso di ribaltare completamente quella pacifica situazione schierandosi con il nemico. Froissart il cronista che descrive l'arrivo di Owen in Francia non ci fornisce alcuna spiegazione. A mio avviso -SI TRATTA OVVIAMENTE DI UN'IPOTESI- forse il giovane, come spesso accade, seguì il naturale istinto di ribellione verso il padre. Quest'ultimo ha da tempo dismesso le armi, dedicandosi all'amministrazione pacifica dei propri possedimenti. Un atteggiamento che cozza con la preparazione militare ricevuta, arricchita da canti e racconti sulle gesta dell'avo Llywelyn. Un animo focoso, come vedremo, alimentato da simili storie e leggende sul passato della propria famiglia non poteva che sentire come soffocanti i confini dei pascoli e delle coltivazioni della famiglia.

Morto Filippo VI Owen rimane comunque al servizio della corona sotto il figlio Giovanni e per lui combatte durante la battaglia di Poitiers (19 settembre 1356), secondo quanto racconta il solito Froissart. Non c'è traccia in altro documento della sua presenza sul disastroso campo di battaglia, dove lo stesso re Giovanni venne preso prigioniero. Perduto il proprio protettore, e venuta meno ogni velleità bellica francese dopo la disfatta, Owen e un pugno di uomini si sposta verso l'Italia Settentrionale. Non sappiamo di preciso dove perché questa notizia è mutuato solo indirettamente, in quanto era lì che si trovava quando lo raggiunge la notizia della morte di Thomas ap Rhodri, nel 1365. Molto interessante notare come, a dispetto dei legami millantati, in Inghilterra sembra non vi sia nessuno che ricordi il figlio di Thomas, Owen, tanto che le tenute di famiglia erano state divise e lottizzate secondo procedure comuni presso la corte albionica, in assenza di eredi. Owen rientra in Inghilterra e si dichiara erede di Thomas pretendendo la restituzione di tutte le terre dallo stesso re d'Inghilterra al quale si rivolge direttamente(!). Riconosciute legittime le sue rivendicazioni -non abbiamo però gli atti della causa, possiamo presumere che Owen abbia ricevuto sufficienti testimonianze orali a suo favore- egli diviene di fatto registrato come suddito della corona inglese. Questo fatto è molto importante per lo sviluppo successivo degli eventi.

Un saggio da non perdere assolutamente. La battaglia più famosa del medioevo raccontata nel dettaglio dai suoi protagonisti!

Nel 1369 le ceneri del conflitto fra Francia e Inghilterra divampano in incendio. Owen, che nel frattempo non ha certo appeso l'usbergo al chiodo, si ripresenta alla corte di Francia e mette la propria spada al servizio della lotta contro gli Inglesi (nonostante che proprio da loro avesse ottenuto terre e proprietà solo quattro anni prima). Prende parte alla battaglia di La Rochelle, un assedio navale e terrestre da parte delle forze congiunte di Francia e Catalogna contro gli Inglesi padroni della città. Non sappiamo i dettagli della sua partecipazione ma poco dopo la caduta della città, nel Maggio 1372, il re di Francia Carlo V gli affida un comando navale, assegnandogli un numero imprecisato di imbarcazioni, 4.000 uomini e prestandogli 300.000 franchi d'oro. In questa occasione il cronista Jean Froissart è molto più preciso del solito. Nel libro quarto delle sue Cronache racconta che Owen dichiarò ufficialmente sé stesso erede di Llywelyn del Galles, intenzionato a riprendere i territori posseduti dal suo ancestrale retaggio. Yvain de Galles, come viene chiamato dai francesi, stipula un'alleanza con la Francia, in nome della quale, come re del Galles, mai avrebbe dimenticato il prestito concessogli. Guarda caso tutto avviene esattamente in concomitanza con l'accusa di alto tradimento da parte dell'Inghilterra, e relativa confisca di tutti i suoi beni precedentemente acquisiti. A luglio dello stesso anno Owen sbarca nell'isola di Guernsney e sconfigge il capitano della guarnigione Edmund Rose. I sopravvissuti inglesi si ritirano nel castello di Cornet e li asserragliati resistono strenuamente.

Carlo V manda a richiamare Owen, ancora suo formale vassallo, richiedendone i servigi. Owen, comunque in una pericolosa situazione di stallo, è costretto a abbandonare l'assedio e ritornare in Francia. Doveva trattarsi di una breve campagna per conquistare l'ultimo baluardo inglese a La Rochelle, il castello, rimasto nelle loro mani dopo la caduta della città ma le cose precipitarono. Occorse un anno intero per raggiungere lo scopo, periodo durante il quale Owen si ritrova più volte a dover cedere il passo al ben più carismatico Bertran du Guesclin (e anche per lui verrà il tempo di una monografia qui nel blog). I due combattono insieme per diversi anni, prima in Bretagna, poi in Spagna e di nuovo in Francia. Durante questo periodo il re di Francia tiene Owen in sospeso, rimandando di continuo il promesso nuovo finanziamento per la campagna in Galles. Owen, da parte sua, non smette mai di dichiarare la propria legittima pretesa al trono, allarmando Edoardo III d'Inghilterra e il suo successore, Riccardo II. Proprio quest'ultimo, salito sul trono nel 1377, decide di chiudere "il caso Owen" una volta per tutte. Viene assoldato un assassino, un uomo di umili origini scozzesi -e dunque notoriamente nemico dell'Inghilterra agli occhi di Owen- di nome John Lamb il quale parla il gaelico e facilmente conquista la fiducia di Owen sin dal primo contatto, avvenuto mentre il cavaliere assedia la fortezza di Mortagne-sur-Gironde, nei pressi di Bordeaux. Durante una delle lunghe notti dell'assedio Lamb uccide Owen colpendolo alle spalle con una lancia, e scappa poi verso il castello.

La mattina seguente viene trovato il cadavere di Owen. I suoi uomini sono distrutti dal dolore, si ritirano verso l'interno e lo seppelliscono con tutti gli onori nella chiesa di Saint-Leger, a Cognac. Giurano furiosi sulle loro spade che avrebbero preso Mortagne e ucciso tutti i suoi difensori. Il destino però ha deciso per una soluzione differente. Un contingente inglese di notevole dimensioni era già in viaggio per liberare la fortezza e i soldati francesi e guasconi di Owen si arrendono al nemico. Restano solo i gallesi e i bretoni, che non dimenticano il giuramento fatto e si rifugiano nella chiesa dove il loro amato comandante è stato appena deposto. Due giorni dura la battaglia per vincere la loro resistenza. L'edificio sacro è protetto da un terreno paludoso -il fiume Charente scorre a poche centinaia di metri, con argini fragili e mal definiti- che mette in seria difficoltà gli Inglesi. Si arriva addirittura a drenare l'acqua aprendo nuovi canali e a sequestrare braccianti agricoli dai paraggi per riempire le fosse. Infine i sopravvissuti, stretti intorno alla tomba di Owen, sfiniti, chiedono di potersi onorevolmente arrendere. Viene loro concesso di allontanarsi con tutte le armi e gli averi. John Lamb, come riporta il Registro dello Scacchiere dell'Erario, ricevette nel dicembre 1378 il compenso pattuito. La registrazione del pagamento non rende giustizia alla vicenda di vita e di morte di Owen. Due righe, semplici come la registrazione di un uscita qualsiasi:


"To John Lamb, an esquire from Scotland, because he lately killed Owynn de Gales, a rebel and enemy of the King in France... £20"


UN ROMANZO DI AVVENTURA E CAVALLERIA. UNA MODERNA CHANSON DE GESTE VI ATTENDE PER CONDURVI NEL MEDIOEVO.


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